Report da una trincea qualunque di un paese in guerra

di Davide Tizzani (da EMpillsblog)

1. Ho scoperto la paura.
Siede vicino a me in macchina quando salgo per dirigermi a lavoro.
Si cambia nell’armadietto vicino al mio nello spogliatoio maschile. Indossa una divisa monouso blu, proprio come la mia. Poi mi fissa durante i miei turni, in sala emergenza o negli ambulatorio dei codici verdi, nella parte sporca o in quella pulita di un pronto soccorso ferito. Leggi tutto “Report da una trincea qualunque di un paese in guerra”

Un video dedicato alle nostre famiglie…che in silenzio attendono il nostro ritorno a casa..

Buongiorno a tutti, abbiamo fatto un video sulla nostra rianimazione e avremmo piacere condividerlo con tutti.
Noi della Ria vorremmo ringraziare le nostra famiglie per il sacrificio a cui le stiamo sottoponendo …e non trasformare il nostro lavoro in un bollettino di guerra con selfie di segni al viso e mani sanguinanti.

il video è fruibile su YouTube e questo è l’indirizzo : https://youtu.be/idhftjv4l2I

Anche noi adesso abbiamo gli stessi visi segnati dei colleghi cinesi

Sono infermiera da poco più di tre mesi. Ho avuto la grande fortuna di poter iniziare a lavorare dopo pochi giorni dalla mia laurea in ospedale prima in un reparto di chirurgia d’urgenza poi in medicina interna. Al mondo del lavoro non ti ci prepara nessuno, soprattutto nessuno ti prepara al forte impatto emotivo che affronterai nell’essere tu il “responsabile”. Ma col tempo ti ci abitui, impari a prendere le misure, impari a levarti la divisa e non ripensare continuamente se avessi portato a compimento tutto ciò che avresti dovuto fare.
A fine Febbraio arriva in Italia l’emergenza Covid, fino a poco tempo prima ne sentivamo parlare ai telegiornali e continuavamo a vedere quelle immagini spettrali delle città Cinesi semi deserte e di quei colleghi con i visi stanchi e segnati dalle mascherine, tutto un po’ surreale e sembrava quasi impossibile che potesse arrivare fino a noi. E invece eccolo lì, con tutta la sua virulenza è arrivato. Leggi tutto “Anche noi adesso abbiamo gli stessi visi segnati dei colleghi cinesi”

La faticosa gioia di servire chi soffre

Che strano! Io che mi ero dato come obiettivo “ultimo” del mio fine carriera da rianimatore quello di avviare una cosi’ detta Terapia Intensiva Aperta, mi ritrovo, ora, a tentare di gestire una Terapia Intensiva che proprio di aperto non ha nulla! Provvisori ospiti in un meraviglioso e umano reparto di Malattie Infettive, con persone malate lontano dai propri parenti, isolati, e noi tutti chiusi nel proprio “scafandro” avvolti da questa atmosfera cosi’ ovattata e strana. Leggi tutto “La faticosa gioia di servire chi soffre”

“La mamma sembra un panda”

“La mamma sembra un panda”

Oggi Koki ha commentato così al suo papà che gliela faceva vedere, questa foto di me al lavoro. Ero a meno di metà della mia vestizione, in una fase che mi consente ancora di mettere le mani sul telefono e di comunicare con casa mia.

Mi sono ripromessa più e più volte di non indulgere in un trend oramai comune (e divenuto sinceramente un po’ noioso, ma diffuso in tanti social-sanitari) di divulgazione delle attività di reparto (ai limiti della violazione di riservatezza e segretezza imposti dalla deontologia e dal contratto che abbiamo firmato con le nostre Aziende), di comunicazione di stati d’animo e bollettini “dal fronte”, di selfie in divisa e/o con le assurde vestizioni in cellophane che questa epidemia ci impone (selfie per altro vietati SEMPRE dalla deontologia e dalla legge). Leggi tutto ““La mamma sembra un panda””

Donning & doffing & dreaming

Non metto gli occhiali da vista perché mi manca solo un grado e mezzo, mi basta avvicinarmi un po’ per vedere i monitor… se non li ho sono sicuro che non si appanneranno!
Ma gli occhiali di protezione li devo indossare, e quelli sono antiappannanti. Forse non sono mai stati testati per 2 o 3 ore di utilizzo ininterrotto… nella maggior parte dei casi non si appannano ma con il calore corporeo si forma la condensa, tante piccole goccioline che si accumulano sull’interno degli occhiali di protezione che diventano gocciolone e poi scivolano giù, accumulandosi nella parte bassa degli occhiali. Provo a sorridere, pensando che sto guardando il mondo dal punto di vista di un raviolo al vapore del ristorante cinese… Leggi tutto “Donning & doffing & dreaming”

Un’emozione dietro una maschera da CPAP

La vedi lì, oltre il vetro della subintensiva. Una donna, potrebbe essere mia madre. 60 anni o poco più. Le abbiamo prescritto la CPAP perché l’ipossia era refrattaria all’ossigeno in maschera. Passo a vedere come sta. Ha imparato che non entriamo sempre nella stanza perché i presidi in nostra dotazione sono pochi, quindi misura la saturazione in autonomia. Esulta nel farci vedere che è 98. Le chiediamo tramite un foglio al vetro se fa difficoltà a respirare. Oggi è felice di risponderci di no. Leggi tutto “Un’emozione dietro una maschera da CPAP”

Non ci fermiamo. Mai.

E’ fine turno ormai, eppure nemmeno te ne accorgi più. In questo periodo non stacchi mai. Perché? Perché ogni giorno ti porti a casa il “fardello”, un peso misto di stanchezze e dubbi, ma soprattutto di paura. Hai lavorato per dodici ore di fila al letto dei malati di polmonite Covid-19 positivi ed esci dall’ospedale con addosso la paura di non essere stato abbastanza attento, anche perché forse i dispositivi di protezione individuale che ti vengono forniti non sono sufficienti. Temi pertanto di esserti infettato e di infettare chi a casa ti aspetta e ti ama. E che tu ami.
Ciononostante noi non ci fermiamo. Mai. Questo è il mio pensiero, e questo sarà uno dei ricordi più pregnanti che mi porterò dentro di tutta questa storia. Leggi tutto “Non ci fermiamo. Mai.”

Aspettando l’impatto di uno tsunami

Ogni mattina, Sabati e Domeniche comprese, la nostra “squadra” di Anestesisti ed Intensivisti si riunisce… scambiando i pensieri stanchi con idee fresche, creando posti che non ci sono, trovando soluzioni a problemi insormontabili… costruendo un piano che sappiamo, entro qualche ora, gioco forza fallirà e dovrà essere cambiato, di nuovo! Riprogettato ed ancora rilanciato. Come una scommessa.

Ci si scambiano le esperienze, il vissuto, quello che “ho imparato ieri”. Le paure.
Si cominciano a vedere conoscenti, colleghi, che mai avresti pensato di vedere là… Sull’ altra sponda del fiume, mentre arriva l’ onda di piena, e speri che questa non faccia danni. Leggi tutto “Aspettando l’impatto di uno tsunami”

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