2020: ANNO INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE (WHO – World Health Organization, ICN – International Council of Nurses)

APPELLO AGLI INFERMIERI ITALIANI

Gli Infermieri italiani devono credere in loro stessi, devono credere nei valori più alti della professione infermieristica e nella loro capacità di produrre intese essenzialmente con il cittadino. Devono rimanere uniti per crescere insieme verso tale unico intento.
Per tutti, la parola d’ordine è e deve essere… unione!
Gli Infermieri italiani devono imparare a riconoscere fino in fondo il loro ruolo e a difenderlo, con coerenza! Con obiettività e orgoglio, devono imparare a mostrare la loro identità, a dichiarare la loro autonomia e la loro professionalità… Nel loro impegno devono ricercare la saggezza, la rettitudine, la verità, il coraggio e la passione in tutto quello che fanno.
Devono quindi trasferire nella quotidianità il loro “saper fare e saper essere professionisti” all’interno dei servizi sanitari, in cui vi è una realtà fatta di donne e di uomini, di pazienti e di famiglie, di bambini e di anziani, che chiedono innanzitutto di essere guardati negli occhi e di rimanere persone fino alla fine…!

Se non si rimetterà il paziente al centro dell’attenzione, proprio perché il paziente è il centro, l’Infermiere, così come qualsiasi altro professionista sanitario, mancherà al proprio compito istituzionale…!

Piero Pantaleo

RN, Oncology Clinical and Palliative Care Nurse.
Già rappresentante di Cittadinanzattiva, Milano

Tu porterai il tuo cuore. Lettere dal fronte CoVid-19

Per fissare sensazioni, sentimenti, paure e relazioni “al tempo del COVID” abbiamo raccolto i messaggi che ci siamo scambiati in un volumetto che è stato edito dalla Delfino Editore di Roma. L’obiettivo era di lasciare una testimonianza scritta a ciascuno degli operatori (anestesisti rianimatori, pneumologi, infettivologi, infermieri, OSS, ma anche tecnici di radiologia e della dialisi…) che hanno partecipato alla lotta contro il COVID-19 in una “grande Rianimazione” che è arrivata ad avere 44 PL attivi. Siamo arrivati ad essere oltre 200 persone. La maggior parte degli infermieri veniva da esperienze diverse. Tutti si sono messi in gioco, ognuno con una diversa vita professionale e personale alle spalle, tutti con la stessa volontà di essere utili. Il libretto è stato regalato a tutti i membri di questa grande squadra e a molti altri. Oggi è commercializzato (anche attraverso Amazon) e il ricavato è destinato a MSF per ringraziare l’organizzazione del supporto offerto con il loro intervento a Lodi.

GIUSEPPE NARDI

Riguardarsi negli occhi

Area arrivi dell’aeroporto.
Varco la soglia di uscita, e li vi vedo: belli, sorridenti, rumorosi!
Mi sento di nuovo libera e al sicuro.
Per un attimo lascio andare i non si può, le preoccupazioni, le raccomandazioni da lontano, il pranzo di Pasquetta in videochiamata, la solitudine, il dolore alle gambe dopo 8 ore in piedi, il freddo glaciale non appena tolta la tuta di tyvek, il segno della mascherina sulla faccia, la paura di non vedervi più, la solitudine, i se, i ma, i forse, i quando si potrà.
Vi corro incontro, gli occhi si appannano e per pochi secondi sono felice e incosciente.
Poi ricordo: non posso abbracciarvi… ma adesso posso guardarvi negli occhi.

Ricordare, rielaborare, ringraziare…

Sono stati solo due mesi, ma per quanto intensi sono sembrati una vita, sono passati in fretta, ma quando eravamo lì sembravano non passare mai e spaventati ci chiedevamo (dentro ognuno di noi perchè dirlo a voce alta avrebbe fatto troppa paura) se quella sarebbe diventata la nostra nuova normalità.
Vorremmo raccontarvi la fatica, le corse matte per allestire nuovi letti e trovare materiale, l’ansia di affrontare qualcosa che non conoscevamo e per il quale non sapevamo se c’era una speranza, le centinaia di mascherine indossate che ti soffocano, ti spaccano il naso, ti solcano il viso, le mani secche screpolate dai saponi e dal lavarle venti vote al giorno, i turni interminabili, la sete, il non poter bere e come era bello buttare giù una bottiglia tutta d’un fiato una volta usciti, il sentirsi chiusi in una bolla surreale isolati dal resto dell’ospedale ma anche dal mondo intero come se si fossero creati degli universi paralleli dove il tempo scandito non bastava mai. Leggi tutto “Ricordare, rielaborare, ringraziare…”

Date parole al vostro dolore altrimenti il vostro cuore si spezza

Quando penso al periodo appena trascorso mi viene in mente la frase di William Shakespeare che dice: ‘Date parole al vostro dolore altrimenti il vostro cuore si spezza’.

Il dolore, la paura, il senso di fragilità hanno pervaso le nostre menti in questi mesi. Un microscopico essere non visibile a occhio nudo ha stravolto le nostre vite.

Da questa pandemia ci siamo risvegliati tutti più fragili e indifesi.

Mi chiamo Michela Marca e sono la Coordinatrice Infermieristica della Rianimazione Centrale dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

Ho iniziato la mia avventura col Coranavirus il 21 febbraio. Quel giorno ero a casa ad assistere mia mamma e sono stata chiamata. Avevo fatto un breve tragitto in scooter dalla casa di mia madre alla mia e nel giro di 15 minuti, tanto era il tempo trascorso, avevo ricevuto una decina di telefonate in tutti e due i telefoni: aziendale e privato. Leggi tutto “Date parole al vostro dolore altrimenti il vostro cuore si spezza”

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