Col Moschin

Quando ci mandano ad assemblare l’ennesima Terapia Intensiva dedicata ai pazienti COVID, ci soprannominano “Col Moschin”. A qualcuno piace, dà la carica; io invece storco il naso: sono una rompiscatole e le metafore belliche non mi sono mai piaciute.
Siamo una manciata di anestesisti un po’ incoscienti e un schiera di infermieri dalle provenienze più disparate: ci presentiamo con una gomitata nel sotterraneo, davanti alla porta delle sale operatorie. Neppure il tempo di chiedersi “Da dove vieni?” che già ci sono ventilatori da posizionare, percorsi da inventare, liste di farmaci da procurare. Una striscia di nastro adesivo delimita le aree contaminate, uno scatolone di cartone fa da archivio, l’emogasanalizzatore dove lo appoggiamo? Mettiamo qui acqua e caramelle, prima che collassi qualcuno… accidenti se è lontano il bagno, bisogna ricordarselo! Leggi tutto “Col Moschin”

La mia parte di storia

“Ragazzi, da lunedì diventate Covid”. Così sentenziò il nostro primario, che negli ultimi giorni ci aveva fatto girare la testa per il turbinio di cambiamenti che ci aveva dettato. Ecco, dopo la rianimazione generale, ora toccava anche a noi. La notizia fu recepita con non poco sgomento dal personale. Ma ormai pareva una scelta inevitabile vista la marea montante di pazienti che non accennava a diminuire. Il nostro responsabile, apparentemente impassibile, mandò subito a comprare del nastro adesivo per tracciare i confini tra zona sporca e zona pulita.
“E come si trattano i pz covid?” Tutti ne parlavano ma nessuno aveva ancora chiaro cosa realmente si dovesse fare. Leggi tutto “La mia parte di storia”

Un’estrema fragilità emotiva

E’ alquanto arduo descrivere in poche parole le emozioni provate durante la Tempesta Pandemica che ha travolto e destabilizzato profondamente il sistema sanitario nei trascorsi 3 mesi. Non credo sarà mai possibile estrinsecare la profonda costernazione provocata dalla complessa gestione dei pazienti, in preda al terribile Nemico invisibile. Indelebile è il ricordo di volti, sguardi attoniti in attesa di un minimo gesto di affetto, ostacolato dalla necessaria bardatura. Leggi tutto “Un’estrema fragilità emotiva”

Ora che sta finendo

Ho 62 anni e da 40 circa frequento a vario titolo gli ospedali, ma un momento così non lo avevo mai nemmeno immaginato.
Da buon padre di famiglia ho reputato giusto andare ad intubare i primi due sospetti COVID arrivati nel mio ospedale, sia per dare l’esempio ai giovani, sia per capire quali potessero essere i problemi.
Mi sono quindi bardato secondo quelle che erano le indicazioni degli “esperti” (ma poi da dove nasceva questa esperienza???): Mascherina FP3, occhiali coprenti, tuta per protezione biologica, doppi calzari, visiera, tripli guanti….. e sono entrato nell’area sospetti COVID. Primo problema : ad assistere i sospetti COVID i geni della MECAU avevano delegato la collega più giovane e dolce e un infermiere entrato in organico 10 giorni prima. Quando hanno riconosciuto sotto la “corazza” il Primario della Rianimazione sono andati ancora più nel panico : Professore, ma che ci fa qui???. Cosa volete che faccia, ragazzi?? diamo uno sguardo al paziente….. Leggi tutto “Ora che sta finendo”

Domani dopo 3 mesi vado in ferie, non credevo fosse possibile

Domani vado in ferie dopo 3 mesi, giorno più giorno meno, da quel 21 febbraio in cui iniziò lo tsunami. Durante quei giorni non credevo che fosse possibile, 3 mesi fa non credevo ce l’avremmo fatta. Fino al 21 febbraio sinceramente la mia scuola di pensiero era la mia solita tranquilla e senza isterismi, tanto è come l’influenza, non avevo colto la portata devastante che avrebbe avuto nelle nostre vite la Sars- COV2. Leggi tutto “Domani dopo 3 mesi vado in ferie, non credevo fosse possibile”

Gli occhi, quelli pure si riconoscono

La mattina del 10 marzo, nella sala d’attesa del day surgery oculistico si ritrovano sette anestesisti. Lavoriamo nella casa di cura più grande della regione Marche. L’epidemia ha rottogli argini, gli ospedali pubblici non bastano più e anche a noi tocca affrontare il “mostro”.
Ci chiedono di allestire 8 posti di terapia sub-intensiva ( che dopo pochi giorni diventeranno 15). Come responsabile del servizio chiedo la disponibilità dei colleghi. Nessuno si tira indietro e visto che sono tutti libero professionisti avrebbero potuto farlo.
Ci organizziamo per turni, schemi di terapia, di cui abbiamo solo vaghe indicazioni, esami di routine, esami diagnostici. Usciamo insieme per un caffè al bar della clinica, che per oltre due mesi sarebbe stato l’ultimo.
Comincia l’attesa dell’arrivo dei pazienti. Leggi tutto “Gli occhi, quelli pure si riconoscono”

Che brutta bestia stavamo combattendo

Il primo paziente covid presso il nostro pronto soccorso aveva una polmonite mai vista. Aveva un emogas davvero pessimo. Aveva tutte le caratteristiche del Covid, per lo meno quelle note a quel momento. Ho pensato: “eccolo, è arrivato, inizia la guerra, la battaglia contro chi non si conosce”. Timore, senso di impotenza, la sensazione del dubbio di cosa poteva iniziare. Mi ero documentato per quanto fosse possibile vista la mancanza di dati da noi, ma doverti scontrare con un qualcosa che fino ad ora avevi solo sentito alla TV e distante dal nostro paese, ti lasciava comunque con quel timore di non essere all’altezza. Lo tratti come un’insufficienza respiratoria acuta come le altre? Lo “Aggredisci” subito? NIV o IOT? Cortisone o non cortisone? Serve l’Eco o meglio subito la TC? Leggi tutto “Che brutta bestia stavamo combattendo”

Mi guardò così intensamente che mi sembrava fosse arrivato all’anima

In tutto lo sconvolgimento che ha potuto creare questa pandemia, non dimenticherò mai le lacrime a telefono dei tanti parenti che perdevano un loro caro che non eravamo riusciti a tirare fuori da questa bestia chiamata COVID 19. Ricordo ogni singola voce, ogni parola. Ricordo il nodo in gola che mi saliva quando pronunciavo quella maledetta frase: ” Mi dispiace tanto signor* ma suo marito/figlio/nonno/fratello/sorella/moglie non ce l’ ha fatta! É mort*…”. Leggi tutto “Mi guardò così intensamente che mi sembrava fosse arrivato all’anima”

L’elastico

Elastico.
Erskine, analista transazionale teorizza questo elemento che ha il potere di riportarti direttamente, come un flash back ad una certa emozione precedentemente provata, facendotela vivere con la stessa intensità del passato.
Questa mattina entro in ospedale, turno in TI No Covid – il peggio è passato-stanno smantellando i reparti Covid ovunque-siamo tutti molto felici eccetera – figurati, riaprono anche i negozi e mentre percorro il solito percorso intravedo in fondo al corridoio due operatori (chi si riconosce più con le tute?) che spingono una barella da trasporto salma.
E scatta l’elastico.
Mi ritrovo a due mesi fa, con quell’angoscia di morte, con quella paura per i miei, con l’ansia che cavolo è finito anche il propofol e ora come uso il tps, con la nausea per la tuta con quell’odore del tuo sudore misto alla plastica cinese. Leggi tutto “L’elastico”

Un viaggio dantesco

Tutto questo periodo lo paragono alla selva oscura!
Cosi come per Dante, affrontare il Covid, é stato, è, e sarà un viaggio che dobbiamo affrontare insieme al nostro Virgilio personale, incontrando tanti personaggi, passando per vari gironi infernali.
Mi sono ritrovata a trovare un piccolo Virgilio in ognuna delle persone che mi ha accompagnato in questo periodo: dal paziente al collega, dal familiare al conoscente, ritrovandomi, se pur sola fisicamente, a non sentirmi sola nell’affrontare i vari gironi.

Inizialmente fu:
“Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va nella perduta gente..
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”

E quando liti causate da paura e stress ormai sono divenute all’ordine del giorno:
“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

E nell’apprendere che colleghi sono a casa in ferie forzate:
“Colui Che fece per viltà lo gran rifiuto.”

E ad ognuno di noi che si interrogava sul perché di ogni cosa, sul perché è accaduto tutto questo, sul perché dobbiamo lavorare così, sul perché dobbiamo fare delle scelte, sul perché della carenza di DPI… PERCHE’????:
“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.” Leggi tutto “Un viaggio dantesco”