Con il nostro impegno lasceremo un seme

Fino a poco più di un mese fa non avevo la percezione di quello che stava per accadere, di quello che stava per travolgere la mia vita, la mia città, il mio Paese, il mondo. La pandemia da SARS-CoV-2 sta provocando uno stravolgimento che ci coinvolge a 360°gradi come professionisti della sanità e come esseri umani. Siamo messi a dura prova in ogni scelta professionale e privata.
Ecco alcuni esempi di quotidiano vivere; turno in centrale operativa mi passano una chiamata, è una figlia, ha i genitori anziani chiusi nella loro casa con la febbre da 8 giorni. Lei vive a pochi chilometri di distanza, è in quarantena, il marito è ricoverato in terapia intensiva per una polmonite interstiziale da COVID19. Dottoressa ho paura (sta piangendo), che si fa con i miei genitori? Leggi tutto “Con il nostro impegno lasceremo un seme”

Corrono veloci nei miei ricordi

Sono un’infermiere di Anestesia che lavora a […] da circa 1 anno e mezzo. Ed proprio da questo anno e mezzo che vorrei partire. Probabilmente 1 anno fa, non mi sarei immaginato una cosa simile. Manco ci pensavo a una roba del genere trovarmi una bel pomeriggio a dover correre per l’ospedale con una tuta che manco un’astronauta ad intubare uno dei tanti COVID, ed è lì che è cominciato tutto. Angoscia, strazio. Due su tante emozioni che ho provato. Leggi tutto “Corrono veloci nei miei ricordi”

Ovest

Il mio amico Federico fa l’ingegnere e fa le foto. Fa un sacco di cose Federico, fa anche l’attore, da un po` si è pure messo in testa di fare il sarto e in questa clausura di quarantena ha fatto le mascherine di stoffa e, come nel suo stile, le ha fatte fighe. Qualche tempo fa ho allestito una piccola mostra fotografica e ho chiesto aiuto a lui e lui mi ha detto “se facciamo questa cosa la facciamo figa!” .

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Occhi spenti

Riflessioni del 25.3.20

Da un mese circa siamo stati catapultati in questa realtà che gradualmente ha sovvertito la nostra normalità. Un pronto soccorso di provincia che ora è chiuso e declassato a PPI. Un servizio 118 che gestiva traumi, stemi e stroke oggi opera solo su servizi covid. Ci si veste e sveste ormai in automatico, si prende il minimo indispensabile e si va a valutare il paziente. Parametri vitali, età, farmaci, patologie di base. Va ospedalizzato? È stabile? Decisione spesso prese da soli. La Centrale Operativa è intasata e non ti risponde. Sei il sanitario sul posto e devi decidere. In fretta. Lo lasci a casa perché è stabile. “Avrò fatto bene?” Il giorno dopo si aggrava, lo ospedalizzano, muore. “Avrei dovuto mandarlo in ospedale? Valutarlo diversamente? Avrò sbagliato qualcosa? Non sarò stata all’altezza?” Lo ospedalizzi, muore qualche giorno dopo in ospedale. Solo. Lo carichi in ambulanza e i parenti non sanno che sarà l’ultima volta che lo vedranno. Nemmeno da morto lo potranno vedere. Non avrà diritto nemmeno a un funerale.” Avrei potuto lasciarlo a casa farlo morire con l’affetto dei familiari? Saranno stati così fondamentali quei giorni di ospedale o saranno stati una tortura inutile?” Leggi tutto “Occhi spenti”

Riflessioni di un caro amico anestesista-rianimatore in attesa…

“Parlo solo ora e mi taccio. Tutti abbiamo paura. Anche io ho una madre di 89 anni con molte comorbilità. Se il virus la raggiunge è spacciata. Non voglio assolutamente ergermi a eroe e tanto meno mostrare una superiorità morale rispetto a chi in questo momento esprime preoccupazione e rivendica giustamente il diritto a lavorare in sicurezza. Ma voglio dirvi come sto vivendo io questi giorni interminabili in una atmosfera da “prima del diluvio”. Sono un essere umano con le mie paure e le mie debolezze. Ma sono anche un anestesista-rianimatore e ne sono fiero. E ho la consapevolezza che in un momento così drammatico da sembrare irreale, la vita di tante persone (non solo la mia, quella di mia moglie, quella di mia madre) dipenderà da quello che saprò fare, da quello che saprò dare, da quanto riuscirò a superare i limiti delle mie capacità. Leggi tutto “Riflessioni di un caro amico anestesista-rianimatore in attesa…”

Diario dal fronte Covid-19

Più di un anno fa, quando sono arrivato a indossare questa giacca dopo averla sognata tanto, mai avrei immaginato di poter diventare 14 mesi dopo la prima linea di una guerra contro un mostro invisibile. Guerra che stiamo portando avanti da più di un mese in trincea tutti uniti come fratelli medici, infermieri, Oss, tecnici radiologi, volontari e persino gli addetti alle pulizie. Si perché chi di loro avrebbe mai detto che un giorno per pulire delle stanze e i corridoi avrebbe dovuto indossare quel tutone e quegli occhiali spacca naso, diventando uno dei tanti omini bianchi anonimi che abitano ora gli ospedali? Si “Abitano” perché ormai il sistema di timbratura ha perso il conto delle ore straordinarie. “Uno dei tanti” : il virus ha appiattito i ruoli. Certo c’è sempre il medico e tutti gli altri, ma ogni timore referenziale è caduto… Nei corridoi ci si incontra e non c’è più il “Buongiorno dottore” e quel rispetto gerarchico di prima. Ora siamo tutti marinai della stessa nave che attraversa oceani tempestosi, tutti uguali, non si distinguono più mozzi e Capitani. Leggi tutto “Diario dal fronte Covid-19”

Report da una trincea qualunque di un paese in guerra

di Davide Tizzani (da EMpillsblog)

1. Ho scoperto la paura.
Siede vicino a me in macchina quando salgo per dirigermi a lavoro.
Si cambia nell’armadietto vicino al mio nello spogliatoio maschile. Indossa una divisa monouso blu, proprio come la mia. Poi mi fissa durante i miei turni, in sala emergenza o negli ambulatorio dei codici verdi, nella parte sporca o in quella pulita di un pronto soccorso ferito. Leggi tutto “Report da una trincea qualunque di un paese in guerra”

Un video dedicato alle nostre famiglie…che in silenzio attendono il nostro ritorno a casa..

Buongiorno a tutti, abbiamo fatto un video sulla nostra rianimazione e avremmo piacere condividerlo con tutti.
Noi della Ria vorremmo ringraziare le nostra famiglie per il sacrificio a cui le stiamo sottoponendo …e non trasformare il nostro lavoro in un bollettino di guerra con selfie di segni al viso e mani sanguinanti.

il video è fruibile su YouTube e questo è l’indirizzo : https://youtu.be/idhftjv4l2I

Anche noi adesso abbiamo gli stessi visi segnati dei colleghi cinesi

Sono infermiera da poco più di tre mesi. Ho avuto la grande fortuna di poter iniziare a lavorare dopo pochi giorni dalla mia laurea in ospedale prima in un reparto di chirurgia d’urgenza poi in medicina interna. Al mondo del lavoro non ti ci prepara nessuno, soprattutto nessuno ti prepara al forte impatto emotivo che affronterai nell’essere tu il “responsabile”. Ma col tempo ti ci abitui, impari a prendere le misure, impari a levarti la divisa e non ripensare continuamente se avessi portato a compimento tutto ciò che avresti dovuto fare.
A fine Febbraio arriva in Italia l’emergenza Covid, fino a poco tempo prima ne sentivamo parlare ai telegiornali e continuavamo a vedere quelle immagini spettrali delle città Cinesi semi deserte e di quei colleghi con i visi stanchi e segnati dalle mascherine, tutto un po’ surreale e sembrava quasi impossibile che potesse arrivare fino a noi. E invece eccolo lì, con tutta la sua virulenza è arrivato. Leggi tutto “Anche noi adesso abbiamo gli stessi visi segnati dei colleghi cinesi”

La faticosa gioia di servire chi soffre

Che strano! Io che mi ero dato come obiettivo “ultimo” del mio fine carriera da rianimatore quello di avviare una cosi’ detta Terapia Intensiva Aperta, mi ritrovo, ora, a tentare di gestire una Terapia Intensiva che proprio di aperto non ha nulla! Provvisori ospiti in un meraviglioso e umano reparto di Malattie Infettive, con persone malate lontano dai propri parenti, isolati, e noi tutti chiusi nel proprio “scafandro” avvolti da questa atmosfera cosi’ ovattata e strana. Leggi tutto “La faticosa gioia di servire chi soffre”