Mai vorrei tornare come eravamo…

Buongiorno a tutti; condivido l’opportunità di “fermare il tempo e liberare le emozioni”; sono anestesista rianimatore dal 1995; ho scelto di lavorare in un ospedale ben qualificato sul territorio, a pochi chilometri da Bari; le considerazioni che mi sento di fare sono le seguenti:
COVID scopre un sistema sanitario al limite delle risorse A TUTTO CAMPO; questa emergenza ha messo in evidenza la carenza dei posti letto in terapia intensiva.
i posti letto VERI, ovvero quelli che garantiscono anche il personale numericamente adeguato e professionalmente formato, sono da sempre inadeguati alle richieste del territorio;
il nostro servizio, nell’era pre-COVID si reggeva su 8 medici e 20 infermieri per 14 posti letto; per motivi di salute 2/8 medici non lavoravano nel notturno; nel turno di mattina 2/3 medici erano impegnati per procedure d’elezione fuori reparto (sedazioni, accessi venosi…etc etc);
all’improvviso ci siamo sentiti catapultati in una realtà stravolgente…..quasi schizofrenica: da una parte l’impegno professionale e psicologico del gestire pazienti complessi….dall’altra ….l’ECCESSO DI RISORSE (umane e strumentali): ebbene, dopo aver goduto dei successi ed accettato gli insuccessi….dopo aver stabilito nuove e sorprendenti relazioni con i parenti …ora mi ritrovo a pensare: MAI VORREI TORNARE A COME ERAVAMO…
QUANDO CERCAVAMO DI ORGANIZZARE L’ATTIVITA’ DI REPARTO MENTRE PIOVEVANO URGENZE…
QUANDO BISOGNAVA AIUTARE IL PRONTO SOCCORSO A COLLOCARE UN PAZIENTE COMPLESSO MA NON CRITICO ( I POSTI LETTO SONO INSUFFICIENTI NON SOLO IN TERAPIA INTENSIVA)…
QUANDO BISOGNAVA ISTRUIRE GUARDIE INTERDIVISIONALI A GETTONE ED INFERMIERI DI CORSIA ALLO STREMO…
QUANDO BISOGNAVA INVENTARSI IL POSTO LETTO PER I PAZIENTI CHIRURGICI MERITEVOLI DI MONITORAGGIO/SVEZZAMENTO…
QUANDO BISOGNAVA ACCETTARE 3 WEEK-END LAVORATIVI SU 4…
Mi auguravo che l’esperienza COVID potesse ILLUMINARE chi ci governa….
invece…
scopro (purtroppo senza sorprendermi) che, ancora una volta, vincono le logiche che passano sulle persone (pazienti ed operatori);
chi paga (se non noi tutti contribuenti) letti e respiratori che sono arrivati per l’emergenza? ci sono circa 48 posti di intensiva…. chi gestirebbe quei letti se, malauguratamente fossero occupati?
COVID mette a nudo tante debolezze… tra le tante anche quella della nostra categoria che avrebbe dovuto URLARE la carenza di specialisti e l’assenza assoluta di investimenti per la scuola e per la ricerca.
il mio pensiero attuale è il seguente: RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE E RITORNIAMO AD ESSERE GLI EROI SCONOSCIUTI DELL’ERA PRE-COVID…..SENZA SPERANZA DI CAMBIAMENTO

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