Storie di ordinaria quarantena

Come stai, come va? Ti aiuto… ti faccio la spesa? Ti posso chiamare ogni tanto? Ti mando un bacino, ti penso sempre…
Un mare di affetto e di tenerezza inaspettata mi ha travolto con la freschezza di un onda spumeggiante.
Talmente tanto da non riuscire a fare nient’altro… sono commossa.
Isolata fisicamente ma non sola.
Come accade sempre nei momenti significativi della vita capisci che tipo di legame cementa il rapporto con chi ti sta vicino… parenti o amici.
Se è convenzione o facciata lo percepisci con chiarezza.
Chi ti vuole bene è adesso c’è. C’è come una certezza, come il sole che sorge ogni mattina.
E tutti gli altri? Ci sono perché questa pandemia ha del misterioso che fa paura, è una paura atavica primordiale, inconscia ed incontrollabile.
La paura può spingere a muoverti, ad agire o paralizzarti nell’angoscia.
Penso ai miei figli, che hanno raccontato ai loro amici della mamma rinchiusa in una stanza sempre con la mascherina. Fa notizia certo… ma che cosa è cambiato nella loro vita?
Ieri sera una mamma ha disdetto un invito a cena ad uno di loro per paura del contagio…
In una delle 3 classi le mamme erano andate in panico perché credevano fossi in quarantena da un mese ed ammalata. Quindi che avessi fatto l’untrice diretta ed indiretta nel mondo senza avvertire.
Dunque la Quarantena fa notizia e muove gli spiriti alla solidarietà o al contrario all’ansia incontrollata, ma chi rischia veramente in questo momento non sono io!
Sono i miei colleghi rianimatori rimasti a lavoro.
Siate vicini a loro più che a me.
Sono pochissimi, hanno turni massacranti da soli, stanno facendo fronte ad una malattia nuova che non si conosce, senza sapere bene come muoversi, e lavorano in condizioni difficilissime.
Lavorano in rianimazione o nella stanza di isolamento al pronto soccorso come se fossero marziani. Nessuno entra , e chi lo fa perché obbligato scappa via di corsa (e sto parlando di medici e paramedici).
Il rischio è tutto loro e nessuno si avvicina!
Lavorare con lo scafandro è pesantissimo, dopo 10 minuti si è completamente zuppi di sudore, mal di testa e visione appannata sotto la visiera. Dopo 10 minuti, ma i turni sono di 12 ore….
Non sono appestati, stanno facendo il loro dovere . Onore a loro.

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