Coraggio e volontà

Queste ragazze, figlie del nostro territorio, non hanno esitato a fare un passo avanti mettendo volontariamente, a repentaglio la loro salute per dare il loro contributo per contrastare l’epidemia che ci sta assediando

Un sorriso in più

Arrivi al lavoro e dopo il caffè e le chiacchere di rito, ti vesti così.
Non lavori alla NASA e nemmeno a Chernobyl, ma la sensazione è quella.
Superi con i piedi la riga rossa disegnata a terra.
“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, dici tra te e te.

Tutona Bianca, doppio paio di guanti, sovrascarpe , occhiali e mascherina. Caldo e sudore.
Come in fondo al mare con una maschera da sub, senti il tuo respiro. Ti da un ritmo. Sei quasi solo tra gli altri. Leggi tutto “Un sorriso in più”

(R)esistiamo

COVID19
Il fatto è questo – inesplicabile
e inoppugnabile: esistiamo.
Più ancora, ribelli al memento
mori quotidiano: resistiamo.
Lo facciamo con un’ostinazione
che commuove il vostro scricchiolante
cuore – impercettibilmente vivi,
indecisi se più necessari
gli uni agli altri, o velenosi,
conserviamo intatta la memoria
d’ogni gesto di misericordia
gratuita, riluttante gloria.
(1.05.2020)

Ricordo ogni singolo sguardo, ogni singola mano…

Sono un anestesista-rianimatore, faccio parte dei tanti che sono stati travolti da questo Tsunami, Un’onda che spettavamo ma di cui non conoscevamo né la portata né la ferocia. E’ arrivata e ci ha travolto. Adesso sono qui, riesco a prendere fiato, cerco di guardarmi intorno e di capire cosa resta. Già… adesso il momento frenetico e della corsa è passato e lascia spazio al momento lento della riflessione.
Adesso riesco a mettere tutto un po’ più a fuoco e a vederlo meglio… Leggi tutto “Ricordo ogni singolo sguardo, ogni singola mano…”

Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi

Non scrivo mai nulla, chi mi conosce lo sa… ma alla vigilia di questa famosa “fase 2” si affollano nella mente tanti pensieri e tanti sentimenti.
Sarà che eravamo un po’ tutti nella fase reattiva, in cui c’era poco da dire e da pensare ma tanto da fare…
Sarà che semplicemente per quello che stava succedendo e che non è ancora passato e non passerà per un bel po’, non c’erano e non ci sono parole…
Sarà che quando i ritmi si allentano e la tensione si smorza ci si ferma a pensare…ma ora riaffiorano nella testa tante immagini e pensieri. Leggi tutto “Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi”

Non è finita. Non ancora.

1 Maggio.
La neurorianimazione è vuota, spoglia.
Nell’aria odore pungente di NaClO e qualche altro intruglio per decontaminare, a me sconosciuto.
Le luci sono spente, i monitor silenziosi.
I muri, se potessero parlare, ne avrebbero di cose da raccontare, ma sono stati tirati a lucido anche loro e tacciono, sopiti.
Trattengo il respiro e entro in punta di piedi in quella pace, per non alterarla, per non spostare niente, neanche un soffio d’aria.
Voglio ricordarmela così la nostra terapia intensiva, ripulita, depurata, rinnovata,
sgombra, dalla fatica e dal dolore. Leggi tutto “Non è finita. Non ancora.”

Come un lungo cammino di cui non si intravvedeva mai la fine

Ho scritto di cose ormai passate. E’ importante comunque scriverne per non dimenticarle.

Mi sono accorto di avere la febbre la domenica sera prima di prendere servizio di notte. 38.3°C al termometro in terapia intensiva. Quella sarebbe stata la mia quarta notte di guardia in una settimana più i turni di giorno e una quinta notte di reperibilità. Erano due giorni che mi sentivo molto stanco ma, non avendo mai avuto febbre, pensavo si trattasse di sola stanchezza. Ricordo che camminavo come se avessi i piedi incollati a terra. Ora credo invece che fosse l’esordio dell’infezione. Leggi tutto “Come un lungo cammino di cui non si intravvedeva mai la fine”

Una magia

Sono rientrato al lavoro dopo quasi 20 giorni di quarantena. La situazione è più tranquilla rispetto a quando mi sono ammalato e facevo una notte di guardia dietro l’altra e cominciavo a non capirci più niente. Ora spero solo che si possa tornare tutti alla normalità. Temo però che ci vorrà ancoira molto tempo.

Per molti anni ho lavorato più come anestesista di sala operatoria che come rianimatore. Ho sempre considerato questo lavoro come una magia. I pazienti si risvegliavano dopo ore di intervento e non avevano dolore. “Ma come, dottore,” mi chiedevano stupiti. “È davvero tutto finito? Non mi sono accorto di niente…” Una magia, appunto, e io ero il mago. Leggi tutto “Una magia”